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Bitcoin non è democratico. Evviva Bitcoin

Cristian
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bitcoin non è democratico evviva bitcoin

Quante volte ci è capitato di leggere critiche a bitcoin legate alla sua distribuzione, particolarmente concentrata in pochi wallet? Si ritiene che ciò renda bitcoin non democratico, e dunque iniquo, o un sogno di emancipazione non del tutto realizzabile. Questa convinzione lascia trasparire un po’ di confusione, cerchiamo di guardare la questione da un punto di vista differente per fare un po’ di chiarezza.

Innanzitutto Bitcoin vuole essere sicuro, affidabile e resistente a qualsiasi tipo di censura, non si propone di essere democratico.

E poi, cosa si intende per “democratico”? In estrema sintesi, potremmo dire che una cosa è democratica se risponde al principio di maggioranza, se sottostà dunque alla regola che i più decidono e la minoranza si adegua.

Col termine “democrazia” si identifica quindi un meccanismo decisionale che di per sè non è ne buono ne cattivo, ne equo ne iniquo. Bisogna riconoscere, tuttavia, che col tempo questa parola è stata caricata di significati ulteriori, portando ad un suo utilizzo talvolta non del tutto adeguato.

In realtà, nessun bene di cui si dispone è “democratico”. Nessuno verrà a dirvi come usare le pentole a casa vostra, dove riporle, su che piano di cottura usarle e via dicendo; nessuno potrà impedirvi di bere la vostra birra appena comprata o di tenerla in fresco per un’occasione migliore. Nessuno che non vi pratichi un qualche tipo di violenza. Ecco, Bitcoin, allo stesso modo, vi garantisce la possibilità di farne l’uso che preferite, potete scambiarlo con chi vi pare o tenerlo per spenderlo in futuro. In poche parole, Bitcoin ha molto a che fare con la libertà piuttosto che con la democrazia e questo è un bene.

Per raffinare la definizione pratica di democrazia data sopra, potremmo dire che in definitiva la democrazia è un processo per decidere come ripartire le risorse disponibili all’interno di un insieme di individui. Provate a pensarci.

Mentre lo fate, proviamo a chiarire cosa sia la libertà.

Ancora una volta, in estrema sintesi, per libertà s’intende il poter scegliere in assenza di coercizione.

Risulta chiaro che siamo su un piano individuale quando parliamo di libertà, mentre ci spostiamo su di un piano collettivo quando parliamo di democrazia. Oltre a questa notevole differenza, va notato che ci riferiamo a termini che descrivono l’una uno stato (essere o non essere libero), l’altra un meccanismo per giungere a una decisione (sulla ripartizione delle risorse date). È evidente che ad un certo punto questi due piani entreranno in conflitto e questo accadrà ogni volta che una maggioranza deciderà di “togliere” qualcosa a una minoranza.

Bitcoin democrazia libertàTorniamo a Bitcoin.

Ricordate che abbiamo visto come una delle sue caratteristiche fondamentali sia la resistenza alla censura? In altre parole, la grandissima difficoltà di essere fermato, che si traduce nella possibilità di essere sempre scambiato, senza dover chiedere l’autorizzazione ad una terza parte.

bitcoin violenza libertàQuesto significa che Bitcoin si muove sul piano individuale, che è esattamente lo stesso sul quale si pone il concetto di libertà, mentre la democrazia agisce su un piano collettivo che può avere delle ricadute negative su quello dell’individuo, come abbiamo già detto, perciò Bitcoin non è democratico e non mira ad esserlo. La moneta di Satoshi Nakamoto cerca di assicurare ai singoli la possibilità di scambiarsi beni in totale libertà, proteggendo ognuno di noi, grazie all’architettura che fa “girare” Bitcoin, nell’evenienza che una maggioranza decida di prendersi una fetta della nostra ricchezza.

Bitcoin non è democratico. Viva Bitcoin.

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Cristian
Cristian

Maschio caucasico, vive in mezzo alle Alpi. Da sempre interessato alla storia e alla politica, su BitCultura parla di Cryptovalute, e di Bitcoin in particolare, in questi termini. Libertario di ispirazione nozickiana, quando può arrampica.

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2 Commenti

  1. Avatar
    Andrea 5 Maggio 2019

    Paradossalmente parlando se in un futuro Bitcoin diventasse la moneta principale di ciascun popolo o governo che si voglia, basterebbe staccare la “spina” affinché quella libertà si trasformi inesorabilmente in oppressione.

    Rispondi
  2. Avatar
    Cristian 14 Maggio 2019

    Grazie del contributo Andrea.
    Ci sono 2 ordini di ragioni per cui non vedo questo pericolo. Il primo è di natura diciamo strategica: se bitcoin fosse l’unica moneta circolante sarebbe al tempo stesso usata dai governati e dai governanti, se questi si scagliassero contro bitcoin si scaglierebbero al tempo stesso contro il loro patrimonio.
    Il secondo ordine è di natura tecnologica.Quando dici “Se si “spegne” intendi senza connessione a internet immagino.
    Al link viene riportato un esperimento andato a buon fine di transazione in bitcoin avvenuta senza uso di internet o satelliti
    https://www.cryptominando.it/2019/02/13/bitcoin-transazione-onde-radio/

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