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BitInterviews #2: Emilio Frangella, Aave Team

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AMA con Daniele Pregnolato, CEO di Tinklit

Dopo solo 5 giorno dalla prima intervista, torniamo con il secondo appuntamento di #BitInterviews

Di seguito puoi trovare l’intervista completa che si è tenuta Giovedì 8 Maggio 2019. Non perderti la prossima, entra subito nel nostro gruppo!

BitCultura
Iniziamo allora 😉
Ciao Emilio, innanzitutto chi sei e di cosa si occupa Aave, la company per la quale lavori? Cosa facevi prima di entrare a far parte di Aave? Perché ad un certo punto hai deciso di lavorare in questo campo?

Emilio – Aave Team
Innanzitutto onorato di essere qui e grazie per l’invito! Sono un ingegnere informatico con alle spalle quasi 15 anni di esperienza nel settore della consulenza, in special modo banking (ma in realtà nerd da sempre, ho iniziato a sviluppare software a 12 anni). Ho lavorato in passato come consulente per banca intesa, BPM, Unicredit e Corner bank (banca svizzera per cui ho lavorato 5 anni, prima di entrare in ETHLend – poi Aave) oltre ad altre aziende come FIAT e Phillip Morris. La storia che porta al mio ingresso in Aave è abbastanza buffa – ho scoperto il progetto nel 2017 subito dopo l’ICO, ho partecipato dapprima come investitore, e successivamente quando ho scoperto dell’apertura della sede a Chiasso non ho esitato nel contattare Stani in privato. All’epoca il mio interesse per le crypto era già molto forte, ma avendo cominciato come investitore non ero espertissimo dal lato tecnico. Dopo aver sostenuto un primo colloquio nel quale ho dichiarato apertamente di non avere competenze specifiche nel mondo crypto, mi è stata lanciata la sfida di costruire una app decentralizzata in una settimana usando react e solidity, sfida che ho accettato e vinto. Guardando in retrospettiva sono stato molto fortunato: con tutte le scam che ci sono state nel mondo crypto in quel periodo ho fatto veramente un “salto nel buio” molto rischioso.

BitCultura
Grazie a te Emilio per la tua disponibilità!
Un background con una lunga esperienza nella consulenza ad attori del mondo finanziario e un passaggio da investitore a “lavoratore” nel mondo delle crypto dunque.

Cosa comprende il “pacchetto Aave”, che rapporto ha con il token meglio conosciuto come Ethlend e perché avete sentito la necessità della creazione di Aave?

Emilio – Aave Team
Quando è stata fondata nel 2017, ETHLend come azienda aveva come scopo la creazione di una piattaforma Peer to Peer e decentralizzata per le richieste/offerte di prestito. La piattaforma è stata sviluppata e progressivamente migliorata fino alla versione attuale (Baiji) che contiene all’interno dei propri smart contract oltre 1 milione di USD in asset accumulati in poco piu’ di 2 mesi. Complessivamente da quando è stata rilasciata la piattaforma ha processato oltre 30 Milioni di dollari di volume di lending. Ma internamente al team ci siamo resi conto che come nome ETHLend stava stretto: Troppo specifico per un’azienda, poco rivendibile, e a “sensazione” (mia personale specialmente) difficile da far “digerire” al pubblico piu’ difficile (istituzioni, fondi d’investimento, eccetera). Inoltre avevamo (e abbiamo) numerose idee di prodotti complementari al nostro protocollo di lending (Aave pay è uno di questi) che sarebbe stato difficile lanciare e pubblicizzare con un nome di azienda come “ETHLend”. Immaginate come suonerebbe “ETHLend pay”? Per questo in definitiva abbiamo deciso di tenere il nome ETHLend come identificativo per la nostra piattaforma di lending, e rinominare l’azienda in Aave. Una mossa che da alcuni all’epoca è stata fraintesa come possibile tentativo di allontanarci da quello che è il nostro main business (che è e rimarrà il lending decentralizzato) ma che in realtà ci da molta libertà in più nell’annunciare nuovi prodotti e soprattutto un’altra prospettiva nel contrattare partnership (ultima quella con Kukoin per Aave pay) e sul mercato del lavoro. Il token LEND è e rimarrà parte integrante dell’azienda: nei prossimi mesi con l’introduzione del protocollo DLP (Decentralized Lending Pool) che stiamo sviluppando, il token acquisirà numerose nuove utility in piu’ e un ruolo centrale nella governance della piattaforma.

BitCultura
Emilio qui dovrai entrare nei dettagli temo, tantissimi utenti della chat neanche sospettano dell’esistenza di prodotti di crypto lending .. forse la prossima domanda può riuscire a dare una prospettiva più ampia. Molte voci autorevoli infatti (penso ad esempio a Julian Hosp) annunciano il lending business come uno dei possibili ambiti trainanti in un prossimo futuro crypto fit o come il probabile catalizzatore della prossima bull run. Cosa ne pensi in questo senso?

Emilio – Aave Team
Ottima opportunità per spiegare allora un po piu’ indettaglio di cosa si tratta! Un servizio di cryptolending decentralizzato è un sistema che permette a possessori di criptovalute di ottenere un prestito impegnando i propri possedimenti come collaterale, il tutto gestito attraverso smart contracts (quindi senza un interlocutore terzo che gestisce i fondi e il contratto di prestito). Se ci sarà tempo magari successivamente durante la fase di domande aperta al pubblico posso andare piu’ in dettaglio con esempi pratici che dimostrano l’importanza dei prodotti di lending su crypto. Per quanto riguarda l’importanza del lending business, sono perfettamente d’accordo. Chi segue il mondo crypto più da insider che da semplice investitore sicuramente saprà che il mondo della finanza decentralizzata (DeFi), che sostanzialmente si basa su prodotti di crypto lending e crypto margin trading, sta fiorendo e nuovi progetti concreti e funzionali appaiono ogni giorno. Noi non vogliamo essere da meno, e quello che abbiamo annunciato oggi (che vedrà concreta implementazione nei prossimi mesi in una nuova versione della nostra piattaforma di lending) sarà un enorme passo in avanti rispetto alla versione attuale di ETHLend.

BitCultura
Mi piacerebbe molto scendere in dettaglio più tardi anche perchè avendo seguito l’evoluzione del settore fin dall’inizio sono consapevole delle difficoltà di realizzare piattaforme di questo tipo. Sarebbe interessante sottolineare anche quali siano i limiti oltre alle potenzialità effettive proprio in questo momento del crypto lending e in quale direzione conducano le sue implementazioni future. A te la parola.

Emilio – Aave Team
Se parliamo di ETHLend specificatamente, il limite principale della piattaforma è la natura Peer to Peer del protocollo, per diversi motivi: Essendo tutto on chain, ed essendo impossibile fare order matching (assegnazione automatica di richieste e offerte) in smart contracts data la complessità che questo comporterebbe, i borrowers (o mutuatari in italiano) sono costretti a pubblicare una sorta di “annuncio” che potrebbe o non potrebbe essere preso in carico dai prestatori, cosa che provoca incertezza particolarmente deleteria per chi ha bisogno di un prestito immediato per un investimento ad esempio. Inoltre i prestatari sono obbligati a stare alla perenne ricerca di prestiti convenienti su cui investire i propri capitali, e devono poi gestire tutto il prestito manualmente (pagamenti, ed eventualmente collateral call).
Con il modello che andremo a implementare e che è stato annunciato oggi invece (DLP, decentralized lending pools) quello che succederà è che i prestatari diventeranno “Liquidity providers” cioè forniranno liquidità ad uno smart contract da cui poi i mutuatari saranno liberi di prendere prestiti con interesse predefinito (spiegato in maniera molto semplice, ma le possibilità saranno molte).
Per il futuro il problema principale che vedo è che molta della liquidità disponibile è divisa tra differenti blockchain che non comunicano tra loro, quindi creare un protocollo di lending interblockchain sarà sicuramente una sfida da affrontare con decisione.

BitCultura
Io lascerei “borrowers” … mutuatario fa abbastanza schifuzzo lol, perdona la franchezza 🙂 Potresti tratteggiare (brevemente) una panoramica dei prodotti in questo momento funzionanti sul mercato e dare una opinioni sui migliori per caratteristiche e funzionalità? Te lo chiedo perchè c’è molta confusione. Molto spesso le persone pensano che i prodotti di lending siano tutti competitors ed invece, da quello che capisco, i prodotti di lending ora sul mercato hanno target di users e obiettivi molto diversi.

Emilio – Aave Team

Certo, i piu’ famosi:

  • Maker: Creatori del famoso token DAI, permettono di ottenere prestiti con stablecoin DAI impegnando ETH come collaterale.
  • Compound: i primi a utilizzare il concetto di liquidity pool, permettono borrowing e lending istantaneo di ETH, DAI, BAT, REP, 0x.
  • ETHLend: Mercato P2P per prestiti, con un elevatissimo numero di token supportati come collaterale e soprattutto BTC supportato in maniera “non custodial”.

Poi ovviamente possiamo successivamente discutere della possibile diversa interoperabilità tra questi prodotti

Ah altra cosa, in questa lista non tengo in considerazione i prodotti di lending centralizzato (come nexo e blockfi) per ovvie ragioni 😊

PS: Concordo che “mutuatario” faccia abbastanza schifo 😂

BitCultura
Credo che sia una giusta esclusione 🙂
Il topic di cui mi piacerebbe avere la tua opinione è una questione che mi sta molto a cuore. Credo sia uno degli argomenti più interessanti della cultura Cypherpunks: parlo delle DAO.

Credi che l’idea di società virtuali, costituite al di sopra delle legislazioni degli Stati Nazionali, con collaboratori (non dipendenti, c’è un cambio di paradigma!) da tutto il mondo che collaborano da remoto, possa espandersi nei prossimi anni? Magari attraverso il mondo delle Digital Startup, che più si avvicinano a questo modello di business. Due modelli di riferimento potrebbero essere la DAO di Bisq oppure quelle che è possibile realizzare su progetti come Aragon su Ethereum.

Emilio – Aave Team

Sicuramente i prossimi anni saranno gli anni di DeFi e governance. La governance è estremamente utile per dare voce ha chi ha investito in un determinato token e ha interesse nel far sentire la propria voce per determinare il futuro di queste società virtuali. Ma è sicuramente un’area dove c’è ancora molta ricerca da fare, e gli esperimenti condotti finora da chi ci ha provato hanno prodotto risultati contrastanti. Diciamo che non è cosi’ facile ingaggiare una community nella partecipazione attiva.

BitCultura

Concordo in pieno sulla ricerca. È ancora presto per usare modelli di DAO troppo complessi in “produzione”!
Parlando di produzione spero di aver attirato l’attenzione dei developers che ci stanno leggendo😂
Approfitto quindi per una domanda proprio su questo mondo così complesso!

Qual è stato l’ostacolo più difficile da superare passando dallo sviluppo classico allo sviluppo su Ethereum?

Emilio – Aave Team

Sicuramente l’instabilità e la non prevedibilità del comportamento dei numerosi tool che fanno parte dell’ecosistema di sviluppo ethereum in particolare, ma anche dell’open source in generale. Rispetto alle tecnologie che usavo in precedenza e alle regole imposte dal managment (dove solo versioni dei tool di sviluppo e librerie sottoposte a testing intensivo e auditing potevano essere usate) la differenza è evidente, e spesso porta a “smadonnamenti” di vario genere. Pensate che la libreria web3, che è la libreria principe per l’interoperiabilità con la blockchain di ethereum, è ancora in versione beta! Ma è anche estremamente interessante e divertente poter utilizzare nuovi tool e tecnologie immediatamente senza dover aspettare che qualcuno le approvi.

Aggiungo poi documentazioni scarse o inesistenti, e per finire l’aspetto pioneristico della cosa.

quando hai un problema tecnico mai visto, cerchi su google e nessuno lo ha mai avuto prima, viene la tremarella alle gambe 😊

BitCultura

Credo che la documentazione di Solidity su ReadTheDocs sia l’esempio perfetto😂

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