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La storia del denaro: dal baratto a bitcoin [Parte 2]

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La nascita degli intermediari; Le prime banche e la rivoluzione della banconota

Con il crescente utilizzo dell’oro come mezzo di scambio un’altra attività divenne presto necessaria. Si trattava dell’oreficeria. Quest’ultime ritiravano l’oro grezzo, lo univano ad altri metalli plasmandone la forma e il peso per renderlo comodo da trasportare. Gli orefici, oltre ad essere molto ricchi, disponevano anche di robusti forzieri e dei migliori combattenti del regno che sorvegliavano i loro depositi. E lo sapevano bene. Per questo motivo, iniziarono ad offrire ai Mercanti, (i quali incassavano giornalmente cospicue quantità d’oro ed erano spesso presi di mira da banditi intenzionati a derubarli) dei servizi di custodia. Il mercante si recava quindi dall’orefice che in cambio dell’oro rilasciava una ricevuta che in futuro poteva essere utilizzata per riscattare il proprio oro al netto di un piccolo compenso per la custodia. La ricevuta si chiamava “nota di banco” (questo perché era solitamente firmata sul banco dell’orefice lol). La nascita della figura dell’orefice-custode rappresenta il primo passo verso la nascita dell’istuzione della banca. Il secondo passaggio è stato quando un mercante italiano, propose ad un collega fiammingo di non essere più pagato con oro fisico, ma con la nota di banco che il l’orefice gli aveva rilasciato e che attestava il deposito della stessa quantità di oro annotata.

La girata delle note di banco si rivelò subito un successo.

Da quel momento le persone erano più costrette a girare con borse piene d’oro. L’oro rimaneva al sicuro nei forzieri degli orefici ed in sostituzione di quest’ultimo iniziarono a circolare le note di banco; Le prime banconote della storia. Una rivoluzione tecnologica che facilitò di molto gli scambi. Uno scambio tipo avveniva in questo modo:

-Alice deposita l’oro ed in cambio riceve una banconota

-Alice scambia la banconota con Bob per del pane

-Bob si reca dall’orefice per richiedere in cambio della banconota l’oro che gli spetta

-L’orefice prende la banconota e dà l’oro a Bob

Come possiamo vedere, Bob per entrare in possesso del proprio oro, deve per forza dipendere da una terza parte fiduciaria (l’orefice) che prima non era presente.

Alcuni Orefici, oltre che la funzione di deposito iniziarono anche a concedere dei prestiti garantiti. Questo vuol dire che, anziché prestare le monete d’oro fisicamente, creavano delle Note di banco e prestavano quelle. Essendo la banconota molto comoda ed accettata da tutti, sempre meno persone richiedevano il proprio oro indietro e gli orafi, sfruttando questa situazione prestavano più oro di quello che realmente detenevano nei propri forzieri (riserva frazionaria). Tutto quello che dovevano fare era assicurarsi che troppi titolari di banconote non si presentassero al negozio lo stesso giorno per reclamare la restituzione del proprio oro. L’operazione appena descritta rende l’orafo-custode un banchiere perché cosi facendo svolge contemporaneamente le altre due funzioni tipiche della banche moderne ovvero, la concessione di prestiti e la creazione di nuova moneta.

Dalla banconota all’e-money: La moneta al giorno d’oggi

Nel 1958 a Fresno in California, Bank of America spedì a più di 50 Mila persone (a loro totale insaputa) una busta. Al suo interno i 50 Mila ignari cittadini trovarono un pezzo di plastica ed un foglietto illustrativo che spiegava a queste persone come e dove poteva essere utilizzato. Questo episodio è da allora noto come il “Fresno drop” e quel rettangolo di plastica fu la prima carta di credito, realmente utilizzata, della storia.

Ci sono due ragioni per cui la prima carta di credito fu lanciata in quel modo bizzarro. La prima l’ha raccontata il podcast 99% invisible ed è molto semplice: a nessuno importava quello che succedeva a Fresno e quindi, se l’operazione fosse andata male, difficilmente la stampa se ne sarebbe interessata.

La seconda invece spiega perché il lancio della prima carta di credito sia avvenuto in maniera così massiccia e in un’area così ristretta.

Un passo indietro:

Una specie di primitiva carta di credito esisteva da quasi un secolo. Si trattava di anelli che venivano realizzati dagli esercenti per i loro clienti più affezionati. Sulla superficie vi era scritto il nome del cliente e il numero del suo conto. Alla cassa, il cliente mostrava l’anello e il prezzo della sua consumazione veniva aggiunto al registro. Il problema era che a ogni esercizio corrispondeva un anello diverso, quindi diventava molto scomodo per chi aveva linee di credito aperte in molti locali.

Nel 1949, racconta 99% invisibile, un imprenditore di New York, Frank X. McNamara, cercò di semplificare ulteriormente i pagamenti a credito e introdusse una carta che poteva essere usata per pagare a credito in una serie di ristoranti e alberghi di New York che avevano sottoscritto una convenzione. Il problema però, era che i commercianti non guadagnavano nulla nell’accettare carte possedute soltanto da pochi clienti, ed i clienti non trovavano utile questa carta, perchè pochissimi commercianti erano disposti ad accettarla! Un pò come la maggior parte delle Altcoin di oggi insomma.

Scherzi (ma neanche troppo) a parte;

La soluzione che trovò la Bank of America al problema dei pochi commercianti disposti ad accettare carte di credito è stato davvero ingegnoso. E qui si scopre perché si è scelto proprio Fresno come punto focale dell’esperimento.

In questo piccolo paese Californiano il 45 per cento degli adulti aveva un conto presso Bank of America. Inviando a quasi tutti loro una carta di credito non richiesta, la banca si assicurò che in città ci fosse un numero sufficiente di clienti.

A quel punto fu relativamente facile convincere i negozianti ad accettare la carta. Apparentemente il piano ebbe successo e Bank of America iniziò a espandere il modello al resto della California.

Mezzo secolo dopo il “Fresno drop”, più del 70 per cento degli americani adulti possiede una carta di credito, i debiti totali accumulati con questi strumenti ammontano a 900 miliardi di dollari ed il 95% del denaro mondiale non è contante ma pensi digitale.

Dal baratto alla carta di credito; Cos’è cambiato davvero?

In questo articolo siamo andati indietro nel tempo per scoprire che evoluzione ha avuto il denaro e come abbiamo visto, siamo passati per 4 grandi rivoluzioni:

1. Il baratto.

2. La moneta

3. La banconota.

4. La carta di credito.

Queste 4 rivoluzioni hanno una cosa.
Tutte, di volta in volta, hanno reso più semplice e comodo lo spostamento di denaro facilitando la crescita di un’economia che, come ben sappiamo necessita di velocità.

Questa evoluzione del denaro, tuttavia, non è solo positiva ma presenta anche un connotato che non è sotto gli occhi di tutti, è piu sottile, ma estremamente negativo. Ad ogni rivoluzione ci siamo trovati costretti a sacrificare parte della nostra libertà economica.

Sostituendo l’oro con la banconota abbiamo rinunciato alla sovranità sul nostro patrimonio I nostri soldi non erano più di nostra proprietà, ma proprietà di orefici (prima) e banche (dopo) le quali diventavano debitori nei nostri confronti.

Con il passaggio da Banconota a Moneta virtuale (carta di credito, bonifico ecc) si è compiuto un ulteriore passo avanti in termini di comodità e velocità. Grazie all’emoney bancario è possibile spostare somme di denaro attraverso il web e con una semplicità impressionate ma, per la prima volta nella storia, dipendiamo in tutto e per tutto da una terza parte fiduciaria che decide quali transazioni sono legittime o meno, può censurare liberamente pagamenti se lo ritiene opportuno (vedi wikileaks per esempio) ed ha il pieno controllo sulle nostre finanze arrivando addirittura ad essere in grado di vietare il prelievo dei propri soldi (Vedi in Grecia durante la crisi del 2008).

La quinta rivoluzione della moneta: Bitcoin

Fino a qualche tempo fa, non vi era una valida alternativa all’ecosistema bancario. Inoltre, mentre al bar è ancora possibile pagare con banconota garantendo una maggiore privacy, su internet non si può fare a meno che affidarsi a payment processor Visa o PayPal. Il problema più grande di spostare somme di denaro sul web in totale autonomia è dato dal fatto che qualsiasi contenuto virtuale (non solo soldi, ma che mp3, immagini ecc.) è duplicabile all’infinito. Se riceviamo un immagine possiamo fare copia incolla e crearne infinite copie e lo stesso problema ce l’abbiamo col denaro. L’unico modo per evitarlo è affidarsi ad una terza parte fiduciaria (la banca, PayPal, visa ecc) che certifichi che quello che stai inviando non sia duplicatile (poichè risiede sui loro server e non di tua proprietà.

Nel 2008 un entità di nome Satoshi Nakamoto, trovò una soluzione a questo problema e lanciò la valuta digitale che noi tutti conosciamo come Bitcoin! Ma qual’è la soluzione al duplicabilità online di un bene? Questo lo vedremo nei prossimi articoli di questa serie chiamata “primi passi” ma non prima di aver approfondito altre due rivoluzioni fantastiche che ci hanno permesso di espandere la nostra libertà nel mondo virtuale: Stiamo parlando di internet e del Peer to Peer!

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Luca Colombo

Mi chiamo Luca e sono un imprenditore digitale. Nella mia vita ho aperto e chiuso aziende una dietro l'altra e importato diversi modelli di bus...okok stop. Ovviamente non è cosi (lol). Sono un aspirante imprenditore, ma ne ho ancora molta di strada da fare. Per ora mi limito a parlare di quello che mi piace e cercare di passare la passione per questa rivoluzione decentralizzata; bitcoin. Tra le altre cose sono appassionato di retrogaming, serie tv e informatica.

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