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La storia del denaro: dal baratto a Bitcoin [Parte 1]

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Bitcoin è moneta digitale, esattamente come quella che tutti i giorni transita attraverso le nostre carte di credito e di debito. Ma allora perchè abbiamo bisogno di una moneta alternativa? Quali sono le differenza tra moneta fiat (USD/EUR ecc..) e Bitcoin? Per spiegare in parole più o meno semplici cosa sia Bitcoin e per rispondere a queste domande, è necessario prima di tutto comprendere le innovazioni che lo hanno preceduto. Per esempio sarebbe necessario comprendere perchè internet sia cosi importante quale sia stata la vera rivoluzione dietro a questa parola: cosa ci permette di fare e cosa non ci permette di fare. Ma facciamo un ulteriore passo indietro e cerchiamo di farci un’ulteriore domanda: Sappiamo davvero che cosa sia il denaro? Conosciamo la sua storia?

Tante domande, lo so, ma per comprendere a pieno Bitcoin, è necessario spaziare in diversi ambiti, da quelli socio-economici a quelli puramente tecnici legati alla tecnologia. Ovviamente per motivi di tempo e complessità, affronterò tutti questi argomenti in modo superficiale, non entrando troppo nel dettaglio.

Procediamo con ordine e partiamo come anticipato dalla storia del denaro; da sempre l’uomo ha attribuito del valore a ciò che possedeva. Uno dei primissimi dilemmi economici che abbiamo dovuto affrontare è che la maggior parte delle cose soffre di un qualcosa che gli economisti chiamano “utilità marginale decrescente”.

Cosa vuol dire questo spiegato in parole povere?  Vi faccio un esempio: immaginiamo di trovarci nel periodo preistorico e di avere a disposizione un pezzo di carne. Per noi questo pezzo di carne rappresenta un qualcosa di  enorme valore ed il motivo è ovvio: servirà per sfamarci e per sfamare la nostra famiglia. Immaginiamo di avere 3 o 4 di pezzi di carne. Tutto ok no? Siamo contenti certo, ma se da un giorno all’altro ci ritroviamo a detenere 200 pezzi di carne, ci troviamo in difficoltà poiché non sapremmo cosa farne di tutta questa carne ed il motivo è che molto probabilmente non faremmo nemmeno in tempo a consumarla tutta che questa andrà a male e sarà immangiabile. Utilità marginale decrescente vuol dire appunto che l’utilità di un bene (la carne in questo caso), decresce man mano che ne aumenta la quantità in nostro possesso.

Un economia basata sul baratto

Come è stato possibile fronteggiare il problema dell’utilità marginale decrescente di un bene? Scambiando i beni che si possedevano in grosse quantità con beni che non si possedevano. Ecco a voi la nascita di un economia basata sullo scambio; il baratto.

Se abbiamo 10 pezzi di carne possiamo tenerne metà e l’altra metà possiamo scambiarla con una persona che ha 3kg di pesce, ma che magari non ha carne. Prima di passare oltre vorrei soffermarmi un attimo sull’importanza che ha avuto questo tipo di organizzazione economica. Un economia basata sullo scambio porta con se un effetto a catena estremamente positivo; ci ha permesso di dividerci i compiti e di specializzarci in settori differenti. Un allevatore poteva concentrarsi sull’allevamento di bestiame senza doversi preoccupare di dedicarsi alla pesca, poiché all’occorrenza avrebbe potuto scambiare la propria carne con del pesce di una persona che come lavoro faceva il pescatore.

La differenziazione ha portato alla specializzazione e quest’ultima ha permesso che alcune persone diventassero talmente brave nel loro ambito da scoprire nuove cose ed inventare nuove tecnologie.

Lo scambio ci ha permesso di evolverci.

In tutto questo vi è però un problema molto evidente. Non sempre riusciamo a trovare in maniera semplice e veloce qualcuno che abbia del pesce, che lo voglia scambiare con noi, e, soprattutto, a cui interessi la nostra carne. Questo vuol dire che per concludere uno scambio è necessario che ci sia una “doppia coincidenza di desideri” una condizione che, soprattutto in tempi lontani, era molto difficile che si potesse verificare. La complessità organizzativa di un’economia basata sul baratto ci ha spinto alla ricerca di un qualcosa di nuovo, che ci permettesse di velocizzare la velocità degli scambi di valore tra persone.

Anziché scambiare beni e servizi con altri beni e servizi abbiamo iniziato a scambiare quest’ultimi con qualsiasi cosa che fosse possibile immagazzinare e scambiare in un secondo momento, anche a distanza di molto tempo. Col passare del tempo il mercato ha compiuto una selezione naturale e si è passati ad utilizzare come mezzo di pagamento una cerchia ristretta di beni che venivano accettati.

Questi beni presero il nome di moneta.

La moneta: una convenzione per il pagamento

Che cos’è quindi la moneta? La moneta non è altro che una convenzione. Se molte persone sono disposte ad accettare un determinato bene come mezzo di pagamento, questo bene acquisisce automaticamente la funzione di Moneta per quella cerchia di persone.

Le caratteristiche di una buona moneta

Tutti i beni possono essere utilizzati come moneta? Teoricamente si, ma a livello pratico abbiamo visto come il mercato (l’insieme di persone che partecipano allo scambio di valore) ha storicamente premiato quei beni che mostravano determinate caratteristiche:

  • durabilità: il pesce non è utilizzabile come buona moneta poiché deperisce in fretta (Se immagazzino molto pesce con l’intenzione di venderlo tra qualche anno vedrò i miei risparmi azzerarsi poichè le mie scorte marciranno)
  • divisibilità: una casa ha un valore ed è durabile, ma non può essere utilizzata come moneta in quanto non è divisibile. Non posso cioè andare in un negozio di vestiti ed acquistare un pigiama dicendo al commesso: “ti pago con 1/milionesimo di casa mia”.
  • riconoscibile: La persona che riceve la moneta deve riconoscere immediatamente che quest’ultima non sia un falso. Un’opera d’arte non può essere utilizzata come moneta perché la maggior parte delle persone non sarebbe in grado di distinguere in modo rapido e veloce un falso da un autentico capolavoro.
  • fungibile: Che io utilizzi una moneta da un euro piuttosto che un altra moneta da un euro non deve cambiare nulla. Le due monete possono essere sostituite senza che accada nulla.
  • neutrale: Se io scambio come moneta, un qualcosa che è creato soltanto da me. si crea uno squilibrio di potere per la quale io posso decidere le sorti del mercato

Le primissime monete presero il nome di moneta merce poichè erano rappresentate da beni di consumo che, più o meno, soddisfavano una o più caratteristiche appena viste. Il sale è uno degli esempi più comuni quando si parla di moneta merce. Se ci pensiamo era divisibile, riconoscibile, fungibile, più o meno durabile; insomma è stata decisamente una buona moneta merce e difatti è ricordata ancora oggi come tale; basti pensare all’eredità lessicale che ci ha lasciato*. Un altro esempio di moneta merce, così importante da influenzare a livello lessicale la nostra lingua, per esempio furono le pecore** (si avete letto bene, proprio le pecore). Quest’ultime nell’antichità italica hanno rappresentato il mezzo di scambio per eccellenza, tuttavia a differenza del sale non possiamo considerare le pecore come una buona moneta; nonostante era abbastanza riconoscibile (sfido chiunque a confondere una pecora con una mucca), non soddisfava la maggior parte delle altre caratteristiche necessarie. Perchè vi porto questo esempio allora? Perchè è un esempio importante per far capire che nessuno dovrebbe (uso il condizionale perché come ben sapete qualcuno da qualche tempo a questa parte impone la moneta da utilizzare – qualcuno ha detto stato? – ) decidere con una legge quale dovrebbe essere la moneta giusta.

Questa decisione spetta al mercato ed alle persone che fanno parte della sua definizione.

L’utilizzo delle pecore come moneta dimostra che qualunque bene che per convenzione viene adottato da un determinato numero di persone come mezzo di pagamento può essere considerato una moneta, valida per quella specifica cerchia di persone e che nessuno dovrebbe e potrebbe contestare.

*Etimologia della parola salario: dal latino salarium ‘razione di sale’, e poi ‘indennità’ – neutro sostantivato di salarius ‘relativo al sale’, da sal ‘sale’. Non è un mistero che nell’antica Roma parte dello stipendio di militari e impiegati civili fosse costituito da una razione di sale: anche se oggi mantiene il solo fascino dell’ingrediente gustoso che fa male alla salute, un tempo il sale era un elemento raro ed estremamente prezioso – pensiamo anche solo alla conservazione del cibo. Se dapprima tale razione era fornita materialmente, col tempo fu sostituita da un’indennità con cui acquistarla; già in età imperiale, il termine ‘salario’ finì per indicare tout-court la retribuzione del lavoratore.

Testo originale pubblicato su unaparolaalgiorno.it: https://unaparolaalgiorno.it/significato/S/salario

**Etimologia della parola pecunia: dal latino: pecunia, derivato di pecus bestiame. Si tratta di un sinonimo di denaro, dotato di alcune sfumature interessanti. Appartiene ad un registro elevato, proprio di ambiti letterari o giuridici, ma la sua origine è quantomai umile: infatti questa parola è retaggio di un tempo in cui l’economia si basava sulla pastorizia, e gli scambi commerciali, piuttosto che sul denaro, si fondavano sul valore intrinseco di beni quali gli animali. Si tratta di un’origine tanto lontana che, nei colori di questa parola, non si vede più; le resta invece il prestigio di una storia plurimillenaria.

Testo originale pubblicato su unaparolaalgiorno.it: https://unaparolaalgiorno.it/significato/P/pecunia

Da moneta merce a moneta metallica

In un secondo momento dalle monete merci si migrò invece verso quelle che presero il nome di monete metalliche. Queste ultime, come si può facilmente intuire erano rappresentate da diversi metalli più o meno preziosi come ad esempio il rame o l’argento.

Tra i diversi metalli, l’oro divenne presto la forma di moneta preferita. Si presentava in vari conii, uno per ogni città-stato (Il ducato di Venezia, il fiorino di Firenze ecc.) e, nonostante nel tempo si passò all’utilizzo di monete formate da più metalli (il bimetallismo medioevale), Il valore di ogni moneta era rigidamente proporzionale al contenuto di oro presente in essa. Si può dire quindi che l’oro divenne la moneta che, il mercato elesse come prima, vera, moneta globale. Ovunque si andasse, in qualsiasi continente o stato, era possibile acquistare beni/servizi e pagarli in oro.

Cosi come nel baratto, anche con l’utilizzo di una moneta non vi era bisogno di intermediari. Una transazione tipo si svolgeva in questo modo.

  • Alice dava l’oro a Bob
  • Bob da la merce ad alice
  • Bob Tiene l’oro
  • Alice torna con la merce

… Fine prima parte!

Nella seconda parte di questo articolo affronteremo invece la nascita dei primi intermediari e della banconota come nuova forma di denaro. La decisione di spezzare l’articolo in due e farlo esattamente in questo punto è stata presa per differenziare ulteriormente un concetto che nel corso di questo articolo andremo a comprendere: la libertà finanziaria e la proprietà patrimoniale.

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Luca Colombo

Mi chiamo Luca e sono un imprenditore digitale. Nella mia vita ho aperto e chiuso aziende una dietro l'altra e importato diversi modelli di bus...okok stop. Ovviamente non è cosi (lol). Sono un aspirante imprenditore, ma ne ho ancora molta di strada da fare. Per ora mi limito a parlare di quello che mi piace e cercare di passare la passione per questa rivoluzione decentralizzata; bitcoin. Tra le altre cose sono appassionato di retrogaming, serie tv e informatica.

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2 Commenti

  1. Avatar
    Peppe 12 Maggio 2019

    Quando verrà pubblicata la seconda parte?

    Rispondi
    1. Avatar
      Luca Colombo 14 Maggio 2019

      Buonasera, ho appena concluso di scriverlo. Stasera verrà pubblicata la seconda parte 🙂

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