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Liceo Flaminio Vittorio Veneto censura Bitcoin. Il fallimento di un paese parte dalla scuola

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liceo flaminio vittorio veneto censura

Sono stato invitato circa un mese fa a parlare di Bitcoin durante un’assemblea d’Istituto presso il Liceo Flaminio di Vittorio Veneto. Dopo settimane di riunioni e consigli abbiamo finalmente le date; tre incontri con circa 200-300 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e 18 anni per un totale di circa 750 ragazzi frequentanti esclusivamente il Liceo Flaminio di Vittorio Veneto in tutti i suoi indirizzi (Scientifico, Classico, Scienze Umane, Scienze Applicate).

Un’opportunità unica per spiegare una rivoluzione che non temo a definire più importante dopo la creazione del Web a dei ragazzi che presto entreranno nel mondo del lavoro. Di seguito trovate la locandina creata da Andrea Salata, uno dei founders di BitCultura.

liceo scientifico flaminio vittorio veneto

Come potete leggere nella foto ho scelto come titolo dell’evento “From Anarcho-Capitalism to Bitcoin” (se qualcuno non dovesse ancora vederlo, si trova in alto a destra rispetto a: Liceo Flaminio Vittorio Veneto), in quanto non trattandosi di un pubblico tecnico mi hanno suggerito un intervento interdisciplinare, passando quindi dai movimenti politici-economici (libertariani, scuola austriaca, anarco-capitalismo) che hanno portato la nascita di Bitcoin fino al funzionamento del mining, storia su Bitcoin e delle possibili evoluzioni dello Stack LNP/BP, con la seguente infografica.

bitcoin stack

Gli incontri di Venerdì 29 vanno alla grande. I ragazzi sono attenti, silenziosi durante la spiegazione e a fine intervento mi vengono poste domande interessanti e inerenti a Bitcoin: funzionamento degli exchange, prezzo di Bitcoin, probabilità della mass adoption..

Sabato 30 tengo l’ultimo intervento, con classi 4° e 5°. Notevole brusio dal pubblico durante tutta la presentazione, confermato poi da alcuni ragazzi che a fine assemblea mi si sono avvicinati, delusi per non aver avuto l’occasione di seguire la spiegazione a causa di alcuni disturbatori.

Dopo una sessione di Q&A con alcuni studenti chiudo l’assemblea precisando che quello non era sicuramente un talk politico per due ragioni: 

  1. Una prettamente pragmatica, essendo io un programmatore e non un politico, economista, filosofo o esperto di geopolitica non sono sicuramente la persona adatta a trattare certi argomenti con un livello di profondità richiesto 
  2. Non farei mai propaganda politica ad una assemblea di istituto. Primo è illegale. Secondo non mi interessa. 

Terminato questo ultimo evento mi accorgo della rimozione della locandina da profilo Instagram dell’Istituto.

Stupito chiedo spiegazioni. 

Mi viene riferito che qualcuno mi sta dipingendo come un capo di qualche partito Anarchico (esistono?) che fa propaganda per non pagare le tasse. Quando chiedo spiegazioni ai rappresentanti d’Istituto circa la rimozione della locandina da Instagram vengo sottoposto ad un vero e proprio interrogatorio. 

Ho quindi deciso di utilizzare il nostro libero Blog per esprimere il mio libero pensiero senza il rischio di venire frainteso.

Vorrei ribadire i seguenti concetti, sperando di chiarire le idee ai lettori direttamente. 

  1. La locandina era stata presentata una settimana prima dell’evento, nel titolo si trova esattamente la dottrina politica spiegata durante gli incontri. Basta leggere. Spiegata dal punto di vista storico. Non difesa in termini di adesione politica, sia chiaro. Ad esempio se una persona spiega il fascismo, il comunismo o qualsiasi contenuto non vuol dire che essa approvi o sostenga il contenuto spiegato. A scuola si può trattare storia delle dottrine politiche, altrimenti il programma didattico di Storia sarebbe abbastanza vuoto.
  2. Il topic dell’evento mi è stato suggerito dalla scuola.
  3. Non mi è mai stato comunicato alcun tipo di restrizione sui contenuti ma soprattutto non ho mai fatto propaganda politica, ho spiegato una dottrina politica ed economica, lo ribadisco. 
  4. Bitcoin è nato dalla dottrina politica spiegata durante la conferenza. 
  5. Parlare di narcotraffico (ndr Silk Road) non è “allontanarsi da Bitcoin“, è raccontare la prima parte di storia di Bitcoin, per quanto sconvolgente possa sembrare.
  6. Non ho mai parlato di ambiente durante le due ore a me concesse, se non per rispondere ad una domanda del pubblico riguardo il comportamento delle aziende in una società anarco-capitalista, mi sembra quindi improbabile e non capisco il collegamento tra Bitcoin e l’ambiente che mi è stato imputato.

Se doveste avere ancora dubbi su Bitcoin, Scuola Austriaca o su qualsiasi materia (anche umanistica) legata al mondo del Bitcoin vi invito ad entrare nel gruppo Telegram di BitCultura, dove troverete persone competenti

Infine una considerazione generale: esiste una facoltà importantissima che ogni ambiente educativo deve coltivare ovvero la capacità di pensare criticamente ed individualmente. E questo, volenti o nolenti, richiede un ambiente che promuova ed incoraggi l’espressione pubblica di opinioni diverse.

Un caro abbraccio a tutti, 

Simone Da Re

 

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Simone Da Re

Full Stack Developer: Desktop, Web, IoT, ChatBot e Bitcoin. Divulgatore & Tech Speaker. Prima di sviluppare applicazioni altamente scalabili con AWS & Azure mi divertivo tra piccoli esperimenti di Crittografia e software per l'ottimizzazione dei consumi energetici.

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1 Commento

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    Luca Moretto 4 Dicembre 2019

    Hai tutta la mia solidarietà, forza Bitcoin, sarà ben conosciuto anche in terre operose venete ricche di Prosecco ai pesticidi, in terre friulane ricche di barbatelle la cui coltivazione ha e continua a inquinare l’ambiente coi fitosanitari… Veneti sveglia

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